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venerdì 19 marzo 2010

Lettera a mio padre.



19 marzo- Festa del papà
come sempre, in questi tanti anni da quando hai deciso di non avere più una figlia, mi viene voglia di scriverti.
Non telefonarti, no, perchè sono sicura che faresti finta di non conoscermi e non lo sopporterei.
Come ogni anno mi dico:- povera scema a cosa serve dopo venticique anni pensarci ancora?-
Già proprio così, sono passati tutti questi anni senza che tu sentissi mai la voglia o la curiosità di cercarmi e chiedermi:- Come stai?-
Lo sai, ti avrei risposto e all'istante mi sarei dimenticata di tutto il dolore patito, dell'umiliazione sofferta nel sentirmi rifiutata, della sensazione di abbandono e solitudine che provavo ogni anno nelle feste di Natale o a Pasqua o nelle varie ricorrenze quanto tutte le famiglie si riunivano e sentivo nell'aria il calore degli affetti più cari.
Già perchè tu non mi hai mai accettata, fin da quando appena nata ti dissero che ero una femmina e non il tanto desiderato maschio e rompesti  i piatti che erano sul tavolo.
 Chissà se mi spaventai e sobbalzai nella culla, una cosa è certa, ho sempre avuto un certo timore nei tuoi riguardi, ma ti volevo bene, eri il mio papà!
Forse per questo ho sempre accettato di starmene un pò in disparte e guardare facendo finta di nulla, l'affetto che dimostravi a mio fratello: il figlio maschio, il bastone della tua vecchiaia, così lo definivi.
Avrei scordato anche che non volevi partecipare al mio matrimonio,  perchè ancora una volta ti avevo deluso decidendo con la mia testa e l'hai fatto solo perchè ti ci hanno costretto e che quando è nata la mia prima figlia sei passato davanti all'ospedale e non sei nemmeno entrato a vederla; lo hai fatto tre mesi dopo e solo perchè costretto dalle mie nonne.
Avevo solo diciannove anni e mi sarebbe piaciuto avere vicino i miei genitori!
E avrei scordato gli anni in cui ho lavorato per te senza stipendio e senza neppur essere in regola e quando ti ho detto che volevo un altro figlio e ti ho chiesto di regolarizzare la mia posizione mi hai risposto che non avevi più bisogno di me, che al mio posto ti serviva un uomo, così dicesti!
Me ne sono andata, lasciandoti il lavoro e togliendoti il disturbo di vedere ogni giorno un'inutile e superflua figlia femmina.
Femmina sì, ma pensante e con un cuore ed una dignità troppe volte calpestate per poterlo sopportare ancora.
Ho avuto un'altra figlia e tu nemmeno la conosci!
Quelli che sono seguiti sono stati anni difficili, ogni tanto ti rivedevo e dover constatare di essere diventata trasparente ai tuoi occhi era ancor piu difficile e doloroso, tanto che ho imparato ad evitare accuratamente ogni occasione d'incontro.
Ma sono andata avanti ugualmente, a denti stretti e sono diventata forte a volte dura, soprattutto con me stessa e non mi permetto più di soffrire.
Ho una bella famiglia che tu ti sei perso, due splendide figlie, femmine sì, ( già anche a loro manca quell'appendice che per te era così importante) ma io le amo immensamente perchè sono le mie figlie ed i figli si amano per quello che sono, perchè sono nostri; ed ho un marito che ancor oggi dopo quasi trentaquattro anni mi vuol bene e sopporta i miei sbalzi d'umore, le mie tristezze improvvise, le mie idee matte.... e tu che dicevi che il mio matrimonio non sarebbe durato!
Ogni anno il 19 marzo, festa del papà, io festeggio ugualmente un papà, quello delle mie figlie, che diversamente da te è sempre stato orgoglioso delle sue bimbe e mai si è sentito sfortunato per non aver avuto un figlio maschio!
Sono passati tanti anni e ancora questa scema ti pensa e si dispiace per quello che la tua mentalità vecchia e ristretta le ha negato, ma credimi, quello che più ci ha rimesso sei tu: ti sei perso per sempre la possibilità di capire quanto grande e profondo e pieno d'amore fosse il cuore di tua figlia e delle tue nipoti.
Peccato!

9 commenti:

lufantasygioie ha detto...

carissima Daniela,ho letto il tuo post ed è quasi lo specchio di una parte della mia vita....
Neanche io festeggio il 19 marzo...veramente non l'ho mai festeggiato...
Io sono la prima figlia femmina di 5 figli e l'unico maschio è il secondo...anche mio padre avrebbe preferito il primo figlio maschio,ma ha differenza del tuo,noi femmine,tranne l'ultima per lui eravamo inutili...era una cosa che ripeteva spesso"quando ve ne andate?Questa è casa mia!"Per anni,sempre lo stesso ritornello,la stessa solfa...mio fratello poteva tutto e noi,soprattutto io niente.....
Ma non voglio angustiarti col mio passato.....volevo solo dirti che capisco ed abbiamo tanto in comune...solo che io non l'ho mai perdonato!
Un abbraccio forte LU

adriana ha detto...

...è una lettera bellissima... un po' mi ci rivedo... non so che dire... grazie di averla scritta

Cristina C. ha detto...

Che coraggio hai Daniela... adesso a scrivere, allora a scegliere di andare per la tua strada. Ti scrivo con un groppo in gola.Il mio papà ci ha lasciate (anche noi tutte e 3 femmine...che fatalità) quasi 28 anni fa per una grave malattia.... e oggi le mie 2 figlie festeggiano (ognuna a loro modo, per circostanze ed età) i loro padri. Su una cosa non ci piove: è lui che ha perso di più... un bacio!!

Annarita ha detto...

Mi hai fatto commuovere,la tua lettera è bellissima!!
Ma come si fa a non amare i propri
figli,proprio non riesco a capire,
spero in un ravvedimento,perchè si
intuisce che nonostante tutto tu gli vuoi ancora bene.
E' un miracolo che tu sia cosi dolce ed equilibrata,certi atteggiamenti segnano profondamente.
Un abbraccio.
Annarita

anna maria ha detto...

Ho un groppo alla gola nel leggere questa lettera mi dispiace tantissimo..il mio ex marito e padre delle mie adorate figlie era cosi solo perchè erano femmine!!!!!!!!!!!!!per fortuna dopo il divorzio ha ricucito un pò il rapporto con loro..........ti auguro tutto il bene del mondo Dani te lo meriti sei una donna in gamba........

Halia ha detto...

Cara Daniela, leggendo la tua lettera di sfogo, nel mio cuore ci sono dei sentimenti molto contrastanti; ti posso dire che nutro molta stima nei tuoi confronti sia per come hai affrontato le varie fasi della vita e sia per come le hai affrontate senza l'aiuto di un padre, che anzi ti ha sempre messo i bastoni tra le ruote! Ma tanto chi ci ha perso, credimi, è questa persona che talmente maschilista(perdonami il termine)non ha saputo apprezzare quello che una figlia FEMMINA può dare. Però mi sono messa anche nei panni di tua madre che in quanto tale credo abbia sofferto tantissimo per questa situazione e non in ultimo spero che non abbia trasmesso questa ideologia a tuo fratello. Mi fermo qui per dirti: W Daniela, W la tua famiglia e le tue figlie e tutto quello che fai! ma all'ortica tutto ciò e tutti quelli che non ti meritano! lo so che è dura, però DAJE.
Un abbraccio e un bacione forte

Penny di "Il mondo in due Penny" ha detto...

Ci ho pensato e ripensato a cosa scriverti e solo perchè i pensieri si sono accavallati uno sull'altro tanto da non credere di riuscire a metterli in fila senza diventare prolissa.... ho sempre saputo che sei una donna in gamba e con questa lettera hai confermato ancora di più che oltre ad essere in gamba sei una persona davvero meravigliosa ed impareggiabile. io mio padre l'ho "perso" dopo la morte di mia madre e ancora nutro risentimento per lui, per aver voluto dimenticarsi di avere me, sua figlia, e di tutta la mia famiglia, persone in gamba, generose e meravigliose, eppure tant'è. E dopo circa 9 anni ancora ho un groppo in gola quando penso a lui, ma non fa più parte di me, non voglio nemmeno sentire parlare di lui, non credo che riuscirei mai a perdonarlo.... e poi leggo la tua lettera, in un giorno a cui il mio pensiero almeno una volta è volato a lui, con rancore.... e mi ritrovo a pensare che hai davvero un gran coraggio... il tuo amore va oltre il suo rifiuto, un amore che non ha mai dimostrato di meritare, che non ha mai meritato, ma tu vai oltre... e concordo con tutte le persone che ti hanno detto che a perderci, in tutti questi anni, è stato solo lui, che non si è mai reso conto di avere una perla nelle mani e l'ha gettata via perdendo anche tutta la bellezza che quella perla poteva donargli.... Fortunatamente hai una bellissima famiglia, "alla faccia sua" come si dice qui, che non voleva accanto a te l'uomo che hai vicino, tuo marito, il padre delle tue splendide figlie, e insieme avete già pianificato la vostra felicità e giorno dopo giorno la costruite, instancabili.... poco importa se lui non c'è, non vale nemmeno la pena di rammaricarsi, non hai perso granchè, credimi!
Ed ecco che non volevo essere prolissa e invece lo sono stata.... ora ti abbraccio con tutto il cuore e ti sussurro in un orecchio: "forza, Daniela!"

mary47 ha detto...

Ciao Daniela, ti sono molto vicina e ti faccio i complimenti per la tua forza e nonostante quello che ti ha fatto passare, la tua bontà nei suoi confronti. Io mi sento una privilegiata, l'ho perso alcuni anni fa ma ancora adesso sento la sua mancanza, ero femmina si, la sua femmina prediletta, se un giorno non mi vedeva, venina a cercarmi per portarmi un fiore, un grappolino d'una, un prodotto del suo piccolissimo orticello, la primizia era sempre per me.
Credo però che ora toccherà a tuo padre venirtia cercare, e ascoltami, non mancherà molto, gli anni passano anche per lui e nel momento del bisogno, si accorgerà di avere anche una figlia femmina che fino ad ora ha sempre rifiutato.
Un grosso abbraccio

Uapa ha detto...

Quante litigate con papà.
A volte ci facciamo proprio male con le parole.
Però, anche se negli anni è cambiato e non è più quel papà che conoscevo e che avrei voluto "sposare", anche se è diventato un pigrone isterico egoista e infantile, quando n ho bisogno c'è sempre.
Questa mattina abbiamo litigato di nuovo... E ora, dopo aver letto questa lettera, mi vergogno un po' di me.
Un abbraccio forte :-*